Durante le mie ferie di aprile mi sono vista con la gang lolita (Gaia, Melissa, Sofia e Giulia) per scattare delle foto per la rivista Boccoli.
Sono arrivate ora tutte le copie del primo volume e sono davvero contenta di poter vedere e toccare questo fantastico progetto. T_T
Dato che doveva rimanere tutto confidenziale, ho dovuto aspettare a postare questa entry fino ad ora.
Il tema dello shooting erano le ringlet, ma io (che sono cogliona) nonostante avessi dato la mia disponibilità per scattare, non ero riuscita a recuperare la parrucca per tempo. Fortunatamente però la gentilissima Giulia, mia salvatrice, si è proposta di aiutarmi last minute.
Per il coord invece ho avuto un altro colpo di fortuna: il mio pacco magico dal Giappone è arrivato letteralmente il giorno prima. In quel pacco c’era infatti il SUPER atteso e desiderato Lace Frill… in velluto… nella colorway rosa… un sogno T_T.
Con il coord schiacciato in borsa, nel primo pomeriggio mi dirigo verso casa di myra berry, che ha avuto la malsana idea di provare a farmi dei boccoli tipo ringlet sui miei capelli… L’idea di farmi fotografare senza i miei capelli rossi infatti mi faceva un po’ stare male: questo colore fa davvero parte della mia personalità e senza non mi sentirei al 100% me stessa (almeno credo, boh, non facciamoci venire crisi d’identità).
Una volta arrivata da Giulia quindi, lei inizia subito ad arricciarmi i capelli mentre io mi mangio del tofu dolce con fragole e biscotti :p
Passo ore con la testa bagnata mentre parlando del più e del meno cerchiamo di capire dove fossero finite le nostre altre compagne d’avventura: Melissa, Sofia e Camila (la nostra fotografa) che erano rimaste bloccate nel traffico.
Piano piano, fortunatamente, iniziano ad arrivare tutte ed era giunto il momento di vedere se l’esperimento sui miei capelli avesse funzionato…
Mi tolgo il primo “bigodino” e… fradicia. Avevo la ciocca ancora completamente bagnata e decisamente senza forma. Questo metodo aveva funzionato sui capelli di Giulia, essendo già ricci e anche corti; sui miei, lunghi e lisci, invece no.
Piano piano, fortunatamente, iniziano ad arrivare tutte ed era giunto il momento di vedere se l’esperimento sui miei capelli avesse funzionato…
Mi tolgo il primo “bigodino” e… fradicia. Avevo la ciocca ancora completamente bagnata e decisamente senza forma. Questo metodo aveva funzionato sui capelli di Giulia, essendo già ricci e anche corti; sui miei, lunghi e lisci, invece no.
Panico, la parrucca che dovevano prestarmi era dispersa, noi, oltre a gente dispersa, eravamo tutte in ritardo, il ristorante prenotato ci stava aspettando…
Oltre a questo panico iniziale, una volta riuniti, il caos si è esteso a tutto il gruppo: chi doveva ancora sistemarsi, chi aveva fretta per il ristorante e chi ancora non c’era… tutto nella norma però, solitamente siamo così.
Il primo gruppo inizia finalmente ad avviarsi, seguito poi da Pis, Christine ed io che ero risalita a recuperare gli occhiali, rimanendo bloccata nel palazzo.
Finalmente sedute intorno a questo tavolo decisamente troppo piccolo per 8 persone, iniziamo a mangiare il nostro tanto atteso pollo fritto coreano. Buonissimo btw.
Oltre a questo panico iniziale, una volta riuniti, il caos si è esteso a tutto il gruppo: chi doveva ancora sistemarsi, chi aveva fretta per il ristorante e chi ancora non c’era… tutto nella norma però, solitamente siamo così.
Il primo gruppo inizia finalmente ad avviarsi, seguito poi da Pis, Christine ed io che ero risalita a recuperare gli occhiali, rimanendo bloccata nel palazzo.
Finalmente sedute intorno a questo tavolo decisamente troppo piccolo per 8 persone, iniziamo a mangiare il nostro tanto atteso pollo fritto coreano. Buonissimo btw.
Abbiamo passato credo un'ora a farci fotografare e nonostante io non ami troppo posare etc etc e stato comunque molto divertente grazie alla boss fotografa.
Una volta soddisfatte delle foto, ci incamminiamo verso la seconda tappa, che però non abbiamo mai raggiunto…
Infatti il piano era andare a bere qualcosa, ma una volta in Sarpi ci rendiamo conto di essere troppo stanche e decidiamo quindi di andare in un locale più vicino a casa.
Torniamo in monumentale e prendiamo il tram in direzione casa Myra Berry.
Era uno di quei tram nuovi, con gli interni di questo azzurro/verde tipo ospedale, e per di più era vuoto (era tipo mezzanotte), quindi noi ovviamente, ancora tutte agghindate, non ci facciamo scappare l’occasione per scattare qualche foto.
Non l’avessimo mai fatto.
Infatti eravamo così distratte dal provare a stare in piedi e posare su un tram in movimento che non solo abbiamo perso la nostra fermata, ma ci siamo magicamente ritrovate alla fermata da cui eravamo partite…
Non l’avessimo mai fatto.
Infatti eravamo così distratte dal provare a stare in piedi e posare su un tram in movimento che non solo abbiamo perso la nostra fermata, ma ci siamo magicamente ritrovate alla fermata da cui eravamo partite…
Sconfitte, decidiamo di chiamare un Uber.
Stavamo per prenotare ma, visto che eravamo davanti a Sarpi e visto che il nostro piano di andare a bere era andato in fumo, io (dall’alto del mio intelletto) propongo: “Raga ma prima di partire già che siamo qua prendiamo un soju” (alcolizzata).
Corriamo in chinatown e ovviamente l’unico negozio disgraziato ancora aperto all’una e mezza di notte era Milano Holiday.
Con in mano del soju, un rotolo al cocco, gadget e bibite (alcoliche e non), ci sediamo finalmente sulla carrozza che ci porta finalmente a casa (furgone Uber con 6 posti).
I soldati più deboli (Giulia e Pis) si sono fiondati subito a letto, mentre noi altre, mezze brille, abbiamo passiamo il resto della notte sul balcone.
Anche se purtroppo è estremamente raro, è sempre bello passare del tempo con la gang T_T










broccoli
RispondiEliminaBroccolini…
Elimina