22 apr 2026

Prima ragazza nordica a Pomezia

 Giorno 1

Sono le 9 di sera e io, reduce da una serata in Sarpi e una gita al lago, mi trovo a fare amicizia con questo signore napoletano guardia giurata alla stazione dei bus di Bergamo: stavamo entrambi aspettando il tanto atteso Itabus a due piani.
Non ricordo molto del viaggio in sé, ma a una certa mi sveglio su un bus puzzolente, con i timpani forati dalle urla di un bambino e un tizio sdraiato a terra accanto a me da non so quante ore: ero a Roma.

Ad aspettarmi alla fermata trovo Sasha e Fedya, in after post-serata ancora truccati da clown, che iniziano subito a raccontarmi le loro avventure della sera precedente. Dopo abbracci e convenevoli ("mani fredde, cuore caldo"?) in fretta e furia ci dirigiamo verso la metro, direzione Laurentina.

Una volta arrivati, Sasha si precipita fuori dalle porte correndo verso le pensiline nella speranza di prendere l’autobus delle 7, ma viene braccato da un signore molesto che chiedeva un euro per il diesel (?). Insomma, abbiamo dovuto aspettare un’ora per il bus successivo.


Alle 8 partiamo e per le 9 arriviamo alla tanto attesa Pomezia, città nota per la sua architettura in stile fascista. Salutata la gatta, sorella gemella perduta di Milo (si chiama Mila e ha gli stessi colori), ci fiondiamo subito a letto: eravamo tutti morti.

Nel programma del primo giorno c’era soltanto una piccola gita al mare, ma solo dopo aver provato la famosa poke Malizia (un po’ salata, ma il problema sono io) e il mio primo caffè latte con il latte di soia… particolare… (a fine viaggio, eventualmente, ho masterato le tecniche giuste per berlo).

(btw Sasha=Malizia stessa persona)

Sinceramente non ero per niente pronta ad affrontare la spiaggia, anche perché saranno passati almeno 3 anni dall’ultima volta che ho fatto un bagno al mare, ma anche se l’acqua era congelata è stato molto divertente: c’era il sole, ma tirava un po’ di vento, quindi si stava bene e in spiaggia non c’era tanta gente (eravamo gli unici a fare il bagno lol).


Io la prima cogliona ad andare al mare in lolita a Torvaianica, e il fit post-spiaggia era davvero particolare. Fortunatamente c’è il video yura yura a documentare tutto. 

Per cena abbiamo mangiato la famosissima pizza alla carbonara (troppo salata per me again gomen), il tipico soju alla pesca e un buonissimo liquore all’amarena, con dei cd di De André a tutto volume di sottofondo. Kawaii T_T.

Momento Tomodachi Life sul nintendo DS e poi nanna.

Giorno 2

Abbiamo fatto colazione con i tanto attesi biscotti vegani al cioccolato fatti in casa: BUONISSIMI. Vi giuro, avessi potuto li avrei mangiati tutti, ma dovevo lasciarne un paio per i genitori di Sasha, che non sapevano fossi lì lol.

Come dei veri turisti la prima tappa è stato il Colosseo e la sua nuova metro: shock culturale, a Roma in metro non si deve timbrare il biglietto all’uscita… assurdo…

Pausa pranzo dal contendente toxic yaoi romano di amico bar tea & noodles , dove ho preso dei ravioli alla carne e una zuppa alle alghe buonissima, per poi ripartire per il tour… il Kyan tour…

 Infatti, l’obiettivo principale di questa gita non era visitare una città nuova e passare del tempo prezioso con degli amici, ma ricreare le foto che Kyan si era fatto a Roma mille anni fa…

Dirigendoci verso il Tevere ci perdiamo e ci ritroviamo dietro il Pantheon (pieno di gente), per poi andare alla Fontana di Trevi e in Piazza di Spagna (altrettanto piene).

A Roma faceva decisamente più caldo del giorno prima a Pomezia e io, vestita di nero e gobelin, stavo davvero iniziando a risentirne. Fortunatamente però ci siamo fermati da Cha Cha Lab, dove ho, ovviamente, preso un brown sugar.


Purtroppo però la ricetta segreta del Sisi Bubble Tea rimane sempre superiore e anche se era buono, non ha potuto battere la bomba di zuccheri a cui sono abituata.

Siamo poi andati in Piazza del Popolo, dove mentre cercavamo di ricreare l’iconico video “vita da gothic lolita” ci ferma un fotografo (Massimo sbrigati a mandarcele ste foto, anche quelle fatte a sgamo) Devo dire che l’esperienza lolita a Roma è stata più che positiva: abbiamo ricevuto più complimenti che insulti, cosa che a Milano o Bergamo non succede.

Ultima tappa: Pincio spot malessere dove abbiamo riposato e fatto il tradizionale video yura yura di fine giornata.

Giorno 3

Prima tappa: agenzia immobiliare sotto casa per ritirare il pacco atepie.
Seconda tappa: bagno del bar tabacchi per aprire il pacco e indossare la blouse nuova.
Si parte.

Come avete potuto notare, nei giorni in cui ero via non ho mangiato molti piatti tipici, tranne la pizza e il supplì avanzati dalla sera prima, quindi per bilanciare abbiamo deciso di andare a mangiare il tradizionale ramen.

Locale in zona Piramide, molto buono, molto giappominchia. Seduto accanto a noi c’era, per la gioia di Sasha, un doppiatore di Holly e Benji che non faceva altro che yappare e rispondere in giapponese-romanesco alle cameriere.

Dopo aver fatto una piccola scappata a Tiburtina per lasciare la valigia in un locker, siamo tornati esattamente dove eravamo prima per visitare il cimitero acattolico, dove oltre ai mille gattini della colonia abbiamo trovato (sempre per la gioia di Malizia) la tomba di Gramsci.


Ma non c’era tempo da perdere: il Kyan tour doveva continuare e, dopo aver fatto una seconda pausa da Cha Cha Lab, ci siamo diretti verso il Castel Sant’Angelo, per poi finire in Piazza San Pietro, dove oltre al “kawaii” di una ragazza giapponese delle suore filippine ci hanno fatto i complimenti per i cosplay.


Dopo aver filmato l’ultimo yura yura anche la collezione di foto Kyan era al completo e si stava avvicinando l’ora di salutarci.

Abbiamo cenato con altre pietanze tipiche: pancake giapponesi buonissimi, che però mi hanno fatto venire mal di pancia.

Faceva freschino e il sole era già calato, quindi ho accompagnato per l’ultima volta Malizia alla stazione di Laurentina per dirgli addio T_T. 

Grazie mille di tutto, davvero mi sono divertita tantissimo T_T.


Sopravvissuta al viaggio della speranza da sola per Roma per raggiungere il bus per Bergamo, mi sono cambiata nei bagni della stazione (perdendomi), per arrivare finalmente alle pensiline.

Seconda esperienza Itabus decisamente peggiore della prima: era pienissimo, scomodissimo e STRA PUZZOLENTE. Vabbè, fortunatamente ero abbastanza stanca da poter dormire (più o meno).

Gli ultimi giorni sono stati davvero pieni di eventi e, oltre a Roma, come dicevo all’inizio ho passato anche due giorni con altri amici (post che uscirà solo più avanti, no spoiler). Ovviamente un viaggio in bus di svariate ore, con accesso illimitato di musica, non può non rievocare ricordi e sentimenti… voglio davvero bene a tutti e sono più che grata di poter avere così tante persone stupende accanto a me T_T love yall ❤️




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