27 apr 2026

Il mistero e Anna Pepe

Venerdì mattina vengo buttata giù dal letto da mia madre che mi propone un’avventura irresistibile: pranzo al sushi.

I piani di quella giornata erano principalmente (molto) serali e avevo già l’ansia di non sapere come organizzare la giornata… nel senso che avevo tutto il giorno libero e niente da fare. Quindi, senza pensarci due volte, ho accettato e mi sono preparata in fretta e furia (era già mezzogiorno).

Andando verso il ristorante, siamo passati a prendere mia nonna che per il resto della giornata non ha fatto altro che raccontare storie sulla seconda guerra mondiale: in realtà molto interessante. Prima volta in vita mia che vado al sushi e non prendo sushi… non so perché in questi giorni ho sempre un po’ di nausea e solo vedere il salmone mi fa stare male, quindi sono andata giù pesante di spaghetti e pane dolce.

Dopo pranzo sono stata poi trascinata a una specie di mini festival orientale (?) street food (?) boh… in realtà erano due bancarelle con le solite cose e un mini palco. 

Altro giorno, altri “oddio elecoord”: è incredibile come due bancarelle semi asiatiche possano far riunire tipo il 50% dei giappominchia bergamaschi (persona con la borsa dei madmans volevo salutarti ma sei sparita T-T).

A un certo punto intravedo pure dei cosplayer di vocaloid che a quanto pare si sarebbero esibiti più tardi: purtroppo però per quanto volessi vederli era già arrivata l’ora di tornare a casa per prepararmi.

Infatti quella sera ero stata invitata da Lucia alla kpop night! Ero stra contenta anche perché era da tantissimo che volevo tornare a ballare con lei.

Mi preparo (tema outfit: malessere) e grazie a Dio mia madre, troppo spaventata da un possibile attentato alla mia vita, si propone di portarmi in macchina fino a Sesto.

Arrivata, aspetto per qualche minuto in macchina prima di venire quasi tamponata dall’auto di Reyca (si scherza Reyca sa guidare bene), dove oltre a Lucia c’era anche Gaia, che dal finestrino mi fa notare quanto io sia misteriosa (outfit malessere ha funzionato). Lei invece con i codini era la copia di Anna Pepe (?).

Saliamo un attimo in casa per cambiarci e fare pregame con del soju alla pesca, per poi ripartire subito direzione: Legend Club. Faceva molto ridere il fatto che eravamo vestite tutte in modo diverso, come se stessimo andando a quattro serate completamente differenti: emo night vs pride parade boh.

Arrivate, prendiamo subito una birra al fidatissimo chiosco per poi entrare: la cosa bella delle serate a tema kpop (per me almeno) è che trovo la musica genuinamente divertente e l’ambiente abbastanza tranquillo, se non fosse per i tipi asiatici che vanno lì puramente per rimorchiare le koreaboo vabbè.

Il resto della notte è stato molto caotico: perdo la collana (ritrovata da Gaia), tre volte gli occhiali (ritrovati ma non nello stato migliore), burrocacao e accendini vari (non credo ritrovati) e a un certo punto mi ritrovo letteralmente a toccare l’erba del prato dietro il locale.

Altro piccolo momento di panico dopo che il mio telefono, all’ennesimo volo, decide di non accendersi più… tutto bene però alla fine si è ripreso e per concludere la serata ci siamo prese due porzioni di patatine fritte bollenti.

Lucia mi aveva detto: “Stiamo tranquille, non beviamo e andiamo via presto, non rimaniamo fino a fine serata sicuro”… mai detta bugia più grande: alle cinque del mattino c’era Gaia sotto il palco che pregava il dj di mettere No More Dream (hood classic dei BTS).

Con Gaia sulle mie spalle, ci dirigiamo finalmente alla macchina (sorprendentemente non multata) per tornare a casa. Serata stupenda btw mi sono divertita tantissimo T-T.

Mi addormento su un materassino gonfiabile semi comodo, per svegliarmi la mattina dopo letteralmente a terra, dolorante e al freddo (la mia compagna di culla era già scappata al lavoro). Colazione, vestizione, baci e abbracci, per poi ripartire subito per , indovinate un po’?  di nuovo Sarpi.

Giulia voleva provare un ristorante nuovo e con la scusa che ero già a Milano non mi sono fatta scappare l’occasione.

Dopo esserci completamente inondate i vestiti di zuppa (buona), abbiamo deciso non solo di circumnavigare il cimitero, ma anche di entrarci e visitarlo. Più tardi, nel pomeriggio, ci hanno raggiunto anche Pisnelo a.k.a. Melissa e il suo ragazzo Sam. Prendiamo un bubble tea e esploriamo un supermercato asiatico enorme appena fuori Sarpi (mai visto), mentre i due ci raccontano delle loro avventure in Giappone… raga dobbiamo iniziare a organizzare.

A un certo punto mi ritrovo venticinque chiamate perse da mia madre che mi stava aspettando alla fermata della metro per tornare a casa insieme, quindi saluto tutti e scappo, non prima di aver fatto l’ennesimo yura yura (sta iniziando a rompere il cazzo sta roba).

Arrivata a casa con una pizza formato famiglia e diverse bottiglie di vino, crollo subito a letto.

Oggi sono rientrata al lavoro e, con tanta malinconia, posso dire di essere grata di aver passato queste due settimane sempre in movimento con tutti i miei amici T_T non voglio lavorare basta.


Clicca per la canzone che mi ha fatto tornare sobria in due secondi


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