Nell'ultimo periodo sono successe talmente tante cose che ho completamente abbandonato il blog T_T , piano piano voglio raccontare tutto… soprattutto ora che ho un pochino di tempo
libero #unemployed (spero ancora per poco).
Iniziamo con Parigi.
DAY 1
7 luglio, con due ore di sonno, io Gio e Ari ci svegliamo alle quattro del mattino a Bergamo, ci prepariamo, aspettando che mia madre si svegliasse (in ritardo) per poi andare in aeroporto.
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| Coord :P |
Arriviamo a Orio e ai controlli Gio vieni fermata: a quanto pare il suo accendino diva turco a forma di rossetto puzzava di bomba…
Libere da ogni sospetto di terrorismo ci mettiamo a correre verso il gate che era ovviamente l'ultimo più in fondo… ce la facciamo.
Viaggio tranquillo, arriviamo all'aeroporto di Beauvais e, dopo aver assaggiato un tasso di umidità disumano, ci dirigiamo verso l'uscita: il peggio doveva ancora arrivare.
Dall'aeroporto in culandia bisogna prendere una navetta diretta a Parigi che definirei come un carro bestiame: pieno di gente (maleducata) (italiana), puzzolente, senza aria condizionata e INFINITO.
Quello che doveva essere un viaggio di un'ora e mezza si è trasformato in una lotta per la sopravvivenza di credo quasi tre ore graziati dal traffico della metropoli.Per ammazzare il tempo a Gio viene la saggia idea di chiamare il nostro hotel per chiedere di poter lasciare le nostre valigie una volta arrivati, essendo ancora mattina presto.
Pochi minuti dopo la nostra chiamata però, lo stesso numero francese fa squillare il mio telefono: “Scusi signora la informo che il vostro bagno si è rotto, volendo le possiamo fare un rimborso.” …
Povere come la fame non potevamo di certo permetterci di
prendere un hotel a Parigi per la sera stessa (calcolando che il nostro hotel era già ad un prezzo stracciato) quindi Gio scendendo a patti con il francese ha guadagnato un bagno condiviso…Scendiamo dal bus e dopo un altro lungo viaggio in metro arriviamo finalmente a Belleville quartiere che si può ormai definire casa.🤞
Entriamo nell'hotel più piccolo del mondo, la reception sarà stata massimo due metri quadri, saliamo le strette e ripide scale e ci ritroviamo in questo corridoio? anticamera? fuori dalla nostra futura camera dove c'era, come promesso, il nostro bagno condiviso.
A turno ci cambiamo e trucchiamo aprendo le nostre valigie in quel minuscolo spazio che per qualche motivo era pure al buio, con la povera signora delle pulizie che ogni due per tre ci doveva scavalcare.
Pronte, scappiamo fuori da quel cantiere (tutto il palazzo era coperto di impalcature) e iniziamo finalmente la nostra avventura.
Andiamo ad una boulangerie, ovviamente buonissima, dove prendiamo il primo di molti pain au chocolat e, sfruttando il bel tempo, iniziamo il nostro giro a piedi per le varie viette.
Highlight un negozio di torte che in vetrina aveva esposto le decorazioni a disposizione: figures di ragazze anime mezze nude.
A pranzo andiamo in questo ristorante di cucina tipica… devo dire di non aver mai mangiato un piatto così insipido, però il locale era
molto carino, sembrava proprio una trattoria un po’ fancy, c'era pure il piccolo twin usciere.Dopo aver trovato un mazzo di carte disperso sull'asfalto (che abbiamo ovviamente preso) nel pomeriggio saliamo a piedi alla basilica del Sacro Cuore.Molto carino ma faceva davvero caldo, e la piazza era piena di gente (volevamo spottare qualche bandman ma niente).
Stessa situazione poi a Montmartre dove fra le mille bottege e le millemila scale troviamo il gatto piu stupido del mondo.
Scendendo andiamo in questa bellissima bottega gestita da una signora “La Boutique des Anges” una piccola stanza profumatissima completamente addobbata di angeli, letteralmente il miglior negozio di parigi.
Scendendo appena sotto la chiesa troviamo nella piazza un bellissimo carosello e con quattro euro a testa la giostra ha iniziato a girare solo per noi TT.
Stanche e accaldate decidiamo di tornare al nostro hotel per vedere finalmente come cavolo era messa la nostra stanza…
Entriamo e la prima cosa che notiamo (oltre l’umidita) è il nostro bagno che al contrario di quanto ci avevano detto non era rotto ma completamente demolito.
Eravamo letteralmente in mezzo ad un cantiere, e oltre al bagno inesistente, la nostra finestra ci dava un comodo ingresso direttamente sugli spalti…
Gio, il soldato più forte, decide di farsi comunque una doccia nel puzzolente e minuscolo bagno in corridoio mentre noi esplorando la camera troviamo: capelli di vari colori, macchie sulle lenzuola e fodere e ovviamente, la muffa sui muri… VABE.
Rinfrescate e pulite (più o meno) scendiamo nella nostra via per cenare: eravamo capitate un una piccola chinatown o meglio thai/viet town.
Fra tutti i ristoranti che ci circondavano il nostro cuore è stato conquistato da TIN TIN 💛dove abbiamo mangiato il pho più buono di sempre insieme al proprietario (zio Tin Tin stesso) che aveva soprannominato Gio Lady Gaga.
In cassa abbiamo pure scambiato due parole con questo ragazzo americano che vedendo la maglia di Ari voleva sapere se i Dir En Grey fossero lì a Parigi (purtroppo no).
Abbiamo poi concluso la giornata al pub sotto casa degustando tutte le loro buonissime offerte (birra succo🤤) con la partita Francia-Marocco di sottofondo ho dato la notizia non tanto inaspettata del mio fidanzamento (STORIA PER UN'ALTRA VOLTA)(e comunque abbiamo vinto Vive la France)
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| La situazione fuori dalla finestra |
> PARTE DUE <













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